Leonardo Festa - Weißwurst zum Frühstück
diario di bordo
domenica 6 maggio 2012
giochi di equilibrio
La mia vita non sarà una favola, ma in compenso ogni tanto ne cita inavvertitamente qualcuna. L’altro giorno sono andato ad una festa di compleanno, la seconda nell’arco di due settimane. Appuntamento alle sei al bar davanti alla biblioteca, per un the o al massimo uno yogurt, e festeggiare così il compleanno di Anna, che però – ho scoperto già alle sei e cinque – aveva compiuto gli anni a febbraio: tecnicamente festeggiava il suo Nichtgeburstag, il suo Noncompleanno, dato che da tre mesi non riusciva a trovare un attimo di tempo per i suoi amici. E la cosa non deve stupire: qui si programma tutto per tempo, e non è un caso se uno dei gadget che questa settimana regalavano in libreria era un programma di studio per superare brillantemente l’esame di anatomia. I tedeschi impazziscono per gli organizer e pure per i post-it. L’odore della colla gli dà euforia, così come il ricordare quello che a loro non va bene con un foglietto quadrato e giallo. Ogni giorno ne vedo tanti in cucina, e mi tocca leggere tutti questi segnali di viabilità condominiale, pena la scomunica. Ora capisco perché Lutero le sue tesi le ha appese davanti alla porta di una chiesa.
Ma il parametro che più mi fa capire la differenza tra noi e i crucchi è e rimarrà il telegiornale. In quello di dieErste, il tema principale è il burnout; in quello di RaiUno, è la crisi di nervi dovuta alla crisi economica. Se a quanto pare il destino medio degli europei è quello di impazzire, la difficoltà maggiore sta allora solo nello scegliere come. Secondo Gustav, tutto sommato, la differenza tra Italia e Germania non è molto accentuata: la crisi c’è anche qui, cosi come la corruzione. Da queste parti il deus ex machina si chiama Deutsche Bank, nella penisola invece mafia. Lui però sostiene che tra le due la preferibile rimane sempre la seconda, perché "ist geiler", cioè "è più figa, più divertente".
Venerdì sera, sono andato nel parco dietro casa a giocare a calcetto con i miei coinquilini e un nostro amico, Herr Weber, che tra l’altro e docente all’università di Greco antico. Erano le sei, c’era il sole, e il parco era popolato dei suoi personaggi classici, quasi fossero personaggi di un presepe che si monta da solo appena esce il sole. Slackline, tennis di Robin Hood, grill, birre ovunque mi girassi. Quello che più stupisce è che vedevi gente di tutte le età divertirsi sempre negli stessi modi. Lo stesso discorso lo si può fare per una trasmissione televisiva, Tatort, il crimi più famoso da queste parti, che vien visto la domenica sia dalle confraternite parrocchiali che dai soci di un club di centauri vichinghi. E anche per le Spielabend, serate in cui si invitano amici a casa per fare giochi da tavolo e bere intanto tanta, tanta birra. Forse per questo poi si finisce con il trovare esilarante l’ennessima partita a Uno.
Intanto in questa domenica piovosa preparo i quiz per il fantastico concorso per il tfa, che Tony ha giustamente paragonato a quelli di un programma televisivo, “Chi vuol esser professore?”. Da due settimane ormai nella mia stanza numero 11, che un tempo era abitata da quello che è oggi un noto arcivescovo evangelista, ad adesso da me.
domenica 29 aprile 2012
Secondo capitolo. Secondo me.
Forse ha ragione il profeta Patrizio, che la vita non è poi questo grande supplizio, ad ognuno la sua verità, la sua dose di fantasia. C’è chi beve Negroni, chi nemmeno un caffè, chi si è rotto i coglioni di guardare Rai3. E c’è anche chi, come me, decide di tornare su suoi passi, perché in fondo ormai basta solo una buona connessione ad internet e pochi minuti di sana incoscienza per prenotare un volo ed un all’alloggio in Germania. I prossimi mesi saranno pieni zeppi di cose da fare, di manoscritti da studiare, e sicuramente di dialoghi in grado di dire molto più di quello che in essi vien detto. Nonostante io ad Erlangen ci abbia vissuto già per un anno, ogni mio viaggio nella terra dei crauti finisce col mettermi fuori gioco. Appena arrivato a casa, ho incontrato in salone cinque miei coinquilini. Davanti a loro, un’ ordinata fila di birre. “Facciamo una sfida!”- mi spiega Jens –“Ognuno presenta una birra della propria città, poi c’è la degustazione ed infine la votazione”. E vi giuro, erano quasi riusciti a farmi credere che questo rito fosse una cosa seria, quando uno di loro ha pensato bene di esordire mostrando agli altri la pubblicità della propria birra. Le risate scomposte che ne sono seguite, mi hanno palesato il vero significato di certe disfide del luppolo.
I primi giorni sono stati come sempre una corsa da un ufficio all’altro, perché qui c’è bisogno di una tessera per qualsiasi cosa, e se non le hai tutte, finisci col sentirti come una torta alle fragole senza fragole. Ormai conosco l’iter, e stavolta c’ho messo meno tempo del solito. Tranne che per la banca, lì ci passo sempre un’ora per aprire un conto, anche perché bisogna firmare chili di documenti, e aspettare sempre del tempo tra un’operazione e l’altra. Forse è per questo che finisco sempre per fare amicizia con l’operatrice che cura la mia pratica. O meglio: non escludo che mi facciano tante domande sulla mia vita privata per indagare sulla natura del mio conto, ma è curioso che puntualmente finiscano con raccontare frammenti della loro vita, che vanno ben oltre il classico “bella l’Italia, proprio l’anno scorso sono andata in vacanza al Lago di Garda!”.
Al corso di paleografia ci sono studenti provenienti da diversi paesi, finanche una canadese, e un olandese con i baffi da Bismarck e un piercing ad anello al naso (onestamente, però, se si evita di guardarlo in faccia sembrerebbe proprio una persona tranquilla). Ma finora non abbiamo avuto il tempo di conoscerci molto, dato che i corsi iniziano alle 8:30 e finiscono alle 18:00, e dopo tante ore l’istinto più forte è quello di scappare dalla biblioteca, non importa dove. Ci si abitua a tutto, e mi abituerò presto anche a questo nuovo ritmo. Così come alla colazione del venerdì assieme agli altri coinquilini (alle 7:30 si comincia, e sono tutti puntuali ovviamente), alle immancabili grigliate in giardino alle 18:30 del pomeriggio.
Ma in realtà non sono solo i tempi ad essere diversi qui, la differenza maggiore la ritrovo nell’approccio alle cose e alle persone. Venerdì sera i miei coinquilini hanno organizzato una festa a sorpresa per un altro ragazzo della casa. Ovviamente, essendo la festa a sorpresa, nessuno si è preoccupato di assicurarsi che il festeggiato sarebbe venuto. E così alle 22:00 è partito l’assalto al banchetto. Quando, per puro caso, il festeggiato si è presentato, erano rimaste sul tavolo solo due fragole, che gli sono state offerte senza troppe cerimonie. Lui ha ringraziato tutti con ben due sorrisi, a breve distanza l’uno dall’altro, e senza grandi complimenti è andato via dopo dieci minuti. Onestamente, devo confessare che per me, questa festa è stata davvero una sorpresa. Come è stata una sorpresa scoprire che Carla, la mia amica italiana trapiantata in Germania da 20 anni, offre con la sua associazione un corso per insegnare ad andare in bicicletta. Pare che il suo corso sia molto frequentato da donne adulte provenienti dalla siria e dalla sicilia. O che Raffaela, prossima a diventare un pastore protestante, ha dovuto sospendere i preparativi del matrimonio, perché il suo compagno cattolico non reggeva il peso delle implicazioni causate dalla scelta di vita della sua ormai ex fidanzata.
Bernhard dice che all’estero hai sempre la possibilità di stare bene, perché puoi scegliere meglio cosa vedere, osservare le cose buone e ignorare quelle negative. Io, spero di potergli dare ragione. Intanto riapriamo il diario di bordo, o meglio, torniamo a scriverlo in italiano per chi è lontano da me, e speriamo che tutti questi cambiamenti (compreso quello di 3 stagioni nell’arco di una settimana) possano regalare i frutti sperati. O almeno, più di due fragole.
domenica 30 ottobre 2011
Die Ausnahme und die Regel
Liebe Barden und Franken, es ist von Allen bekannt: die Deutschen gehen gerne wandern, während die Italiener machen das kaum. Die Deutschen haben Respekt für die Regeln, während die Italiener lesen die Schilden nie. Man muss nicht Quattro stagioni von Ulrich lesen, um das zu wissen. Und Die Ausnahme bestätigt die Regel.
Zum Beispiel, letzte Sonntag war ich in Amalfi mit meine Freunden. Wir hatten keine Tisch in Hütte reserviert, wir wollten nicht Pasta con le cozze essen, sonder nur wandern. Von Amalfi fangt tatsachlich ein wunderschön Weg, die Sentiero degli Dei, und die Name sagt keine Luge: man kann in den Natur spazieren, und gleichzeitig das Meer von Oben anschauen. Ein Traum, ein meistens wenn die Sonne scheint und das Meer flach ist. Also, wir hatten ein privat Bus, und wir sollten nach eine Pause wieder aufstiegen. Aber unsere Bus war voll von Deutschen, die schon ohne Schuhe waren. Sie hatten nicht mit Vorsicht gesehen, und dachten dass unsere Bus öffentlich war. Meine Freunden haben mir gebet die Missverständnis zu erklären, und ich hab das gemacht. Und komisch gefunden: die Grunde sind immer diese am Anfang von meine Post.
Adele!
domenica 9 ottobre 2011
Die Geschichte von Rosa
Es gibt Dinge mit wem ist man in Kontakt jeden Tag. Man hat keine Gefühle für solche wertlose Sache, aber wenn wir sind ohne sie, es fehlt etwas. Die Kunststoff-Box existiert nicht mehr. Er ist nach den Himmel geflogen, und jetzt bleibt in dem Paradise des Mülles. Und dass weil er wurde in Brand gesetzt, keine Ahnung wie und überhaupt warum. Was kann ich nicht verstehen, ist dass die Leute hier sowieso das Müll dort werfen, obwohl keine Box gibt. Eine Beweise von den Klassische Konditionierung der Hunde Pawlows? Sehnsucht von die gute alte Zeiten? Keine Lust die Brille zu tragen? Keine Lösung. Aber was ich finde, ist dass diese Mull auf den Boden klingt wie Chrysanthemen auf einem Grab. Außer dem, alles Panetti. Ich arbeite gerade für den Theater von Avellino, in dem Büro „Theater für Kinder“. Ich glaube, dass passt gut zu mir. Muss man aber sehen ob ich gut für die Kinder passe! Letzte Sonntag war ich an den Konzert von Brunori Sas, und ich habe ihm persönlich kennengelernt. Ich finde ihm super. In seinem Lied kann man finden Satze von dem Alltäglichkeit mit poetischen Gedanken zusammen, die immer einen Grund zu Lachen und Denken geben. Einfach zu hören.
mercoledì 28 settembre 2011
Es war einmal
Es war einmal: einen Leonardo in Deutschland, der fast jede Woche ein Post über seine Lebenserfahrung in Deutschland geschrieben hat. Jetzt ist aber unsere italienische Peter Lustig wieder in den Süden geflogen. Am Rande des Wahnsinns. Was soll man machen mit diesem Tagesbuch Diario di bordo? Ganz einfach, ab sofort ist mein Blog auf Deutsch für meine deutsche Freunden, so kann ich euch zeigen wie viele Grammatik fahler kann man in eine einzige Satze machen! Deswegen: neue Titel („Leonardo Festa - Weißwurst zum Frühstück“ klingt verdammt gut), neue Sprache (meine spezielle Deutsch) und neue Publikum (ich hoffe). Adele, mit Foster The People - Pumped Up Kicks!
giovedì 24 febbraio 2011
Ritagli
Se, entrato in ufficio, trovi sulla tua scrivania una foto di Berlusconi che bacia Gheddafi ritagliata dal frankfurter allgemeine apposta per te dal tuo collega tedesco, non puoi che rimpiangere i ritagli di Ruby della settimana prima.
domenica 5 dicembre 2010
Cambio di scena
Spiegare la crisi dell´immondizia di Napoli a un tedesco é davvero difficile: qui si fa la raccolta differenziata dai tempi della dinastia degli Ottoni. Finora l´unica attenuante che sono riuscito a trovare é stata interpretare i cumuli di sacchetti come un´idea innovativa per economizzare sugli addobbi natalizi. Ma dubito che la mia interpretazione abbia avuto successo. E questo me lo testimoniano gli occhi puntati addosso che mi sento quando vado a buttare i rifiuti di casa. Forse qualcuno tema che prima o poi cominceró a produrre deliberatamente addobbi natalizi anche qui.
Per fortuna Erlangen non é invasa dai rifiuti. Ma intanto, da una settimana é sommersa dalla neve. E cosí, da un giorno all´altro ti svegli una mattina e ti accorgi che nel silenzio della notte qualcuno ha cambiato la scenografia, esagerando con il bianco e con i mercatini medievali di natale.
Cambiano i colori, e spuntano anche nuove simpatiche tradizioni. La Laternenumzug nella notte di San Matino: una passeggiata notturna nei boschi con delle colorate lanterne autoprodotte. Il Wichteln: significa fare e ricevere piccoli regali di nascosto durante il periodo dell´Avvento da una persona che vive con te. E peró non sa e non dovrá mai sapere che sei tu a nascondergli la cioccolata nella cassetta della posta, e viceversa. Insomma, piú passa il tempo e piú sto imparando a conoscere lo stile di vita teutonico. E intanto vedo che parallelamente, i miei amici si stanno sempre piú italianizzando. Ne ho avuto la conferma durate la Festa italiana, organizzata da uno sparuto gruppo di dottorandi e studenti italiofili nella Sala Eventi dello Studentato cattolico. Oltre ad un buffet tricolore, il programma prevedeva teatro e musica. Ripescando un pó da Lillo e Greg (e chi mi conosce sa che non avrei potuto e voluto altrimenti), mi sono divertito a rappresentare in tedesco la scena di due italiani al cinema e poi al bar. O a suonare e cantare Il tempo di morire e Nel blu dipinto di blu, con il supporto di un coro che arrancava un bel pó con le “d” e le “g “.Qui le foto della serata.
L´aver recitato nella sala eventi dell´azione cattolica ha di certo avuto il vantaggio di aumentare notevolmente i miei appuntamenti serali dei giorni successivi; il rovescio della medaglia, peró, é che talvolta gli inviti del gentil sesso erano quantomeno inusuali.
E cosí, quando una avvenente valchiria bionda mi ha invitato ad andare con lei alla serata di preghiera e canti per la comunitá di Taizé, subito la mia ristretta cerchia di amici italiani ha avanzato paragoni legittimi tra me e Rambaldo Melandri del film di Monicelli Amici miei. E come non dargli torto, del resto.
Dedica musicale: Ólafur Arnalds, Hægt, kemur ljósið (l´ho sentito sabato scorso nel Teatro di Erlangen, favoloso.)
Per fortuna Erlangen non é invasa dai rifiuti. Ma intanto, da una settimana é sommersa dalla neve. E cosí, da un giorno all´altro ti svegli una mattina e ti accorgi che nel silenzio della notte qualcuno ha cambiato la scenografia, esagerando con il bianco e con i mercatini medievali di natale.
Cambiano i colori, e spuntano anche nuove simpatiche tradizioni. La Laternenumzug nella notte di San Matino: una passeggiata notturna nei boschi con delle colorate lanterne autoprodotte. Il Wichteln: significa fare e ricevere piccoli regali di nascosto durante il periodo dell´Avvento da una persona che vive con te. E peró non sa e non dovrá mai sapere che sei tu a nascondergli la cioccolata nella cassetta della posta, e viceversa. Insomma, piú passa il tempo e piú sto imparando a conoscere lo stile di vita teutonico. E intanto vedo che parallelamente, i miei amici si stanno sempre piú italianizzando. Ne ho avuto la conferma durate la Festa italiana, organizzata da uno sparuto gruppo di dottorandi e studenti italiofili nella Sala Eventi dello Studentato cattolico. Oltre ad un buffet tricolore, il programma prevedeva teatro e musica. Ripescando un pó da Lillo e Greg (e chi mi conosce sa che non avrei potuto e voluto altrimenti), mi sono divertito a rappresentare in tedesco la scena di due italiani al cinema e poi al bar. O a suonare e cantare Il tempo di morire e Nel blu dipinto di blu, con il supporto di un coro che arrancava un bel pó con le “d” e le “g “.Qui le foto della serata.
L´aver recitato nella sala eventi dell´azione cattolica ha di certo avuto il vantaggio di aumentare notevolmente i miei appuntamenti serali dei giorni successivi; il rovescio della medaglia, peró, é che talvolta gli inviti del gentil sesso erano quantomeno inusuali.
E cosí, quando una avvenente valchiria bionda mi ha invitato ad andare con lei alla serata di preghiera e canti per la comunitá di Taizé, subito la mia ristretta cerchia di amici italiani ha avanzato paragoni legittimi tra me e Rambaldo Melandri del film di Monicelli Amici miei. E come non dargli torto, del resto.
Dedica musicale: Ólafur Arnalds, Hægt, kemur ljósið (l´ho sentito sabato scorso nel Teatro di Erlangen, favoloso.)
Iscriviti a:
Commenti (Atom)