“A te dove piace piu stare? In campagna dai nonni, o in cittá da mamma e papá?”: questa, che suona come un classico dilemma da topi, è in realtá una domanda che mia nonna ha cominciato a farmi da quando ho cominciato a parlare, sovvertendo a tutti i vincoli non scritti della diplomazia familiare. E continua a farmela tutt´ora. La cosa piú assurda è che da 25 anni a questa parte, anche la mia risposta è sempre la stessa. Un momento prima di rispondere, penso a rapidamente alla societá liquida di Bauman, al disagio della civiltá di Freud e allo stato di natura di Rousseau. Poi puntualmente arriccio il muso e dico: “Uguale”. Uguale? In realtá sono due posti opposti, peró è vero che senza l´uno forse non riuscirei ad apprezzare veramente l´altro.
Nell´attesa di trovare una risposta piú elaborata, ultimamente mi sto dilettando a recitare la parte dell´interrogante. L´altra sera, ad esempio, ero in cucina, durante una cene internazionale improvvisata: vivendo con una cinese, un colombiano, e un polacco, capita spesso infatti che la nostra cucina assuma la fisionomia della mensa dell´Onu. Ho fatto questa domanda ad un cinese, che per tutta risposta mi ha detto che è meglio la Cina: li le ragazze sono piú belle, perché sono piú basse, e carine. Lui nella sua vita ne ha baciate addirittura quattro.
Sta di fatto: domani torneró in Italia, e son curioso di vedere l´effetto che fa. Anche i film piu belli hanno bisogno di una fine primo tempo, di una pausa. Quando sono venuto qui, ero curioso di vedere l´Italia col binocolo, ora magari proveró la sensazione inversa.
Per qualche giorno non saró piú Leonardo l´Italiano, non spiegheró piú Fantozzi e Verdone alla mia Tandem, non vedró piu salsine e zuppe. Scendo per pochi giorni, e poi il primo luglio torno qui perché devo tenere un intervento in tedesco al modulo del dottorato. Per migliorare la mia pronuncia, in questi giorni l´ho testato con un notevole numero di amici. Se questa Theleton accademica fosse durata qualche altro giorno, credo che presto ad Erlangen il mio autore del dodicesimo secolo sarebbe diventato piú conosciuto di Harry Potter.
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