domenica 4 aprile 2010
Frohe Ostern
Quest’anno Pasqua non aveva il sapore del cioccolato, ma quello dell’uovo sodo. La sorpresa non era nell’uovo, ma nel dov’era l’uovo. Io ne ho trovato uno nella cassetta della posta ed uno nella busta del pane, ad esempio. Si trattava di uova dipinte personalmente, questo è il bello. Ma quest’anno le novità non si sono limitate alle uova. Il programma della giornata è cominciato con una messa ecumenica alle sei del mattino, finita poi alle nove con il sole ormai spuntato. La messa tedesca stamattina è la dimostrazione lampante di quanto siamo lontani da Roma: tanti canti, accompagnamento musicale di violoncello, armonica, pianoforte e clarinetto, barzellette con protagonisti travestiti ubriachi e preti, e soprattutto alla fine di tutto una ricca colazione in una bella sala adiacente. Questi tedeschi. La giornata poi è continuata con un pranzo a casa della famiglia di Hans. Spieghiamo ora chi è Hans: si tratta del mio tandem, una persona tedesca cioè che vuole migliorare il suo italiano, chiacchierando con me che ho l’esigenza opposta. Lui è un simpatico insegnante di latino e greco al liceo classico di Erlangen, sua moglie fa lo stesso lavoro e per alcuni anni con le figlie hanno anche vissuto in Italia. Dopo pranzo abbiamo ascoltato assieme delle canzoni di de Andrè, e Ho visto un re di Jannacci. Poi pennichella guardando nel dormiveglia Pippo Baudo su Rai uno. VI sembrerà stano, ma era proprio quello che volevo. No, non mi rifesisco a Pippo Baudo, sia chiaro: parlo dell'atmosfera. Ero a tavola in una casa, con una famiglia tedesca, e non in una mensa ( per quanto la mensa dell'ospedale sia eccellente). Le mura di una casa parlano una lingua diversa.
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