Il mensile della palestra mi consente di partecipare a tutti i corsi in programma. Non dovevano farmelo sapere: adesso ogni sera vado a scaricarmi lí. Dopo otto ore di letture medievali, non c´é nulla di meglio che un allenamento di box tailandese, di cardio-fittness o di arti marziali per condurre brillantemente una rissa dopo una insignificante partita di calcio. La mia istruttrice é davvero un bell´uomo: mi accorgo che é una donna solo quando durante le lezioni conta urlando e soffia come una donna in preda alle doglie.
Domani é domenica, vuol dire che probabilmente alle otto prenderó la mia bici per raggiungere la comitiva dei cicloturisti e pedalare con loro fino alla Svizzera francone. Domani mattina vedró la cittá mentre ancora dorme, e io mi chiederó perché non ho voglia di farlo anche io. Erlangen: questa cittá mi sembra che in realtá sia sempre altrove.
Peter Licht: Wettentspannen
Quando leggo questi tuoi post capisco il motivo per il quale molti vanno via e non tornano nel nostro paese. altrove c'è davvero un altro modo di pensare, e tutto è organizzato nel modo esatto: c'è il tempo per lavorare, quello per andare in palestra, quello per starsene fermi a osservare una città che scorre. La domanda che mi pongo è sempre la stessa però: perchè "quelli che vanno via" e poi magari ritornano non infondono nella propria esperienza quotidiana quel modo di "fare giusto"? perchè si adeguano in fretta all'andazzo sconclusionato del nostro Paese? Proprio loro che una realtà diversa l'hanno vista e quindi la ritengono possibile? Un bacio Leo, torna presto! :*
RispondiEliminaLeo, rivoglio il mio abbonamento "tutto gratuito" del perido olandese. Non so perchè ma anche lì la mia istruttrice di Jujitsu era una donna (che sembrava un uomo ovviamente). A pensarci bene c'erano solo donne:)
RispondiEliminaPer non parlare dell'Aikido, palestra e calcetto...praticamente l'università era la palestra. Ed ora, di palestra neanche a parlarne. Maledetta legge del contrappasso o Karma se più ti piace:(